Archivio per Mag, 2010

L’isola che non c’è – Pacific Trash Vortex

Posted in Scorie di pensieri with tags , , on 26 Mag 2010 by giofab8184

Apro la rivista “Oasis”. Cosa leggono i miei occhi! Un’isola, nell’Oceano Pacifico, tra gli Stati Uniti e il Giappone, chiamata Pacific Trash Vortex, formata dai rifiuti degli ultimi 60 anni, in maggior parte di plastica, portati dalle forti correnti oceaniche e confluiti tutti in uno stesso punto. Incredibile a pensarlo, ma ancor di più se consideriamo che non sia un isolotto ma un ammasso di immondizia di diametro stimato attorno ai 2500 km e profondo 30 metri. Sarà una farsa? Rimango comunque stupito, non solo per una motivazione ambientale sull’enorme produzione di rifiuti della nostra società, ma anche per un motivo strettamente personale riguardante il paesaggio mentale e virtuale di questo blog. Leggetevi il Varo ufficiale o le poesie di lostkid, e capirete perché rimango sorpreso da questa notizia. Nel blog volevamo mettere in rilievo la funzione e la bellezza del detrito e da questo oggetto di scarto che trattiene in sé l’essenza dell’essere, cercare di comprendere e raffigurare il mondo. È ben chiaro che la nostra visione non va oltre al livello letterario – poetico – spirituale – esistenziale, e perciò ci sorprende dire che nella realtà esiste veramente un paesaggio come da noi descritto: in mezzo all’Oceano si trovano veramente questi conglomerati di detriti.
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Stabat Mater

Posted in ReACcensioni with tags , , , , on 19 Mag 2010 by gioverre

Sebbene Tiziano Scarpa è meritevolmente uno degli scrittori italiani più affermati nella letteratura contemporanea, il suo volume di pensieri e impressioni, Stabat Mater, vincitore del premio Strega, ha diviso il giudizio dei suoi estimatori e della critica. Si potrebbe asserire che per ogni artista è sempre stato così. E concordo. C’è chi dice che l’opera non è riuscita e questa considerazione critica, a mio avviso, nasce dal fatto che una così raffinata cura della caratterizzazione del personaggio principale, una così profonda immedesimazione dell’uomo-scrittore nel personaggio femminile, una così attenta e minuziosa gestione dei pensieri e delle sensazioni che si susseguono come in una collezione di gemme, ha sopperito alla naturalezza discorsiva della narrazione e quindi lo si sente come risultato di un abuso d’artificio. Quasi inchiodato nel meravigliare, si libera dai limiti della bellezza e del pensiero ben congeniato in alcuni rari casi e soprattutto nei momenti dove la passione musicale pervade la prosa di vivacità ritmica e rende più arioso e svagato il mood dell’opera, lasciando da parte la ridda di ragionamenti inquietanti con la Morte e dei sentimenti malinconici verso una madre mai incontrata. Sì, è bello e profondo, a volte illuminante, ma sembra noioso e lento, forse perché, sotto l’apparenza delle scenette e delle impressioni, si cela il vischio del ragionamento esistenziale e di quello filosofico-allegorico (vedi la Morte raffigurata da bambina) che impedisce la fluidità narrativa. Continua a leggere

E’ venuto

Posted in Detriti in versi with tags on 11 Mag 2010 by lostkid84

E’ venuto nel letto, prima del Senso, il gesto
inconsulto e immaturo, ogni volta
intinto e lavato in lenzuola sgualcite,
asciugato alla luce di un sole postumo.
Era nell’ansia di appartenere,
dipendere prima di affermare,
esserci prima di esistere.
E’ venuto nel sogno sudato,
agone infinito tra demoni e dei,
pensiero annaspante nel fango,
palude stigia di segni imprecisi.
E lì che in sfuocate ambizioni,
nel tempo adolescente e fuggevole
l’attimo si dilatava e diventava per sempre.
Fu così che nacque l’Urgenza,
divinità ctonia e assoluta,
centrifuga emozionale, caos primordiale
che ancora mi squarcia il cervello .
E’ venuto prima del Senso,
prima dell’atto mentale definitivo,
prima della mano che muove la penna,
prima dell’Idea, sconfitta in partenza.
E’ venuto per caso, senza un motivo
( non per farmene un vanto,
non perché mi senta un poeta).
Nel mezzo di una pozza oscura d’inchiostro
sperduto in una selva aspra di carta
all’improvviso sono scomparso
mentre scrivevo per non scomparire.

Vàgites

Posted in Smicjada de Slusori with tags , on 8 Mag 2010 by gioverre

Mi crompi sol de not:
al scur en tel tiepisin
‘na sintila la zira, la fà,
la se senta denter de mi
e denter de mi la cuno.

Chal strolec conzepiment
me fà plena de grazia?
Sol lat de sanch la vol
la bat che la vol sènter
fora dal sogn denter de mi,
la bat en chel pastrocio
fora dala vita, en do’ cresser
l’è chestion d’amor.

Chel grant plàser del s-ciaudarse
en chel liam de carn
l’è depint sul mè vis
en tel pù grant dolor
del dolze svedelar.

Chante lagrime versà
sota el slusor del zel;
che granda prova l’è chesta
esser de versi mater!

Mai, no son mai sta enzì vìa
a vìver coando ‘n gigiol de vita.
Enzì ne vegnin ‘ncontra
ti che ses nada, en tel compagn
sènter:

me speghli en tel lac de linfa
e vardi su de mi nodar
‘na vos che da l’ aca la ven,
la toa, ven dal font, font d’auter…
d’auter mondo.

Pòpo, straches el me cor
chando das rason a la to carn
e pretendes tut da mi,
ma sul pù bel t’agites,
chando l’è ora de nir chi,
vagites, semper vagites.

 

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