Archivio per settembre, 2010

L’Urgenza secondo Valerio Magrelli

Posted in Quasar interstellari with tags , , , on 27 settembre 2010 by giofab8184

Intelligentemente didattico l’abecedario di Valerio Magrelli “Che cos’è la poesia? La poesia raccontata ai ragazzi in ventuno voci” (Luca Sossella, 2005), ben congegnato e strutturato, in conformità con il suo stile netto e chirurgico, un’altra bella prova sottoforma di lezione rivolta sia al profano che all’amante di poesie, e sia al neofita che all’esperto di pratiche poetiche. Consigliato (anche per il CD da ascoltare) e da riACcendere.
In questo post riportiamo la sezione dedicata alla lettera U, Urgenza.

Preferisco questa parola rispetto a quella, più usurata, di “ispirazione”. “Urgenza” indica un moto, una pressione che spinge il poeta a scrivere in un dato momento piuttosto che in un altro. Forse a qualcuno il termine potrà sembrare inadatto, perché troppo vicino all’universo corporeo (la coppia digestione-evacuazione). Viceversa, il vocabolo si raccomanda appunto per tale vicinanza, come molti scrittori hanno osservato. Continua a leggere

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Pietre nel muro

Posted in Scorie di pensieri with tags on 24 settembre 2010 by gioverre

(continuazione di Pisciate (post)moderne)

Cammino costeggiando il muro del cimitero. Dalla parete l’intonaco è stato tolto dagli addetti del restauro e sono perciò ben visibili le pietre che la formano. Sono ancora impolverate ma sembrano respirare l’aria calda di questi giorni autunnali dopo una lunga sepoltura. A osservarle paiono segni del passato venuti finalmente alla luce; ciò che era stato nascosto e reso invisibile, era in verità la struttura portante che rendeva inflessibile questa barriera. Sono state lì immobili, fisse a sorreggere questo muro dai terremoti, dalle alluvioni, dal vento sferzante, dalle pedate dei bambini, dai corpi di innamorati in fregola amorosa, lì contro il movimento della vita, del tempo che scorre inesorabile.
Passando di qua alcuni pensieri mi riaffiorano di nuovo, sulla lascivia del presente e sul passato … Rifletto: ma è giusto elogiare il passato? Eppure sono rimaste al loro posto queste pietre, così come nell’uomo certe pietre mai si sono  sgretolate: per esempio, riprendendo le considerazioni sulle pisciate, gli uomini hanno sempre fatto pipì e alla sua base c’è sempre stata l’ignoranza.
A essere obiettivi, nel passato non c’è mai stata un’età dell’oro, un’età che per rettitudine potesse essere da modello, ci sono stati, invece, uomini più o meno accorti, più o meno saggi, più o meno onesti. Cambiano mezzi e scenari, non cambiano le costanti umane secolari: le persone se ne vanno ma rimane la catena della stupidità, dell’ignoranza e della crudeltà, e resta sempre il gioco della denigrazione.

Quante piccole e grandi storie di felicità o di atrocità fisse nel muro contro il tempo, immobili, taciturne, amorfe, scritture mineralizzate pronte a parlarci per rivivere. Il mondo è fatto di cose che nella loro fissità sembrano invece spingersi al dialogo, ma ormai pochi sono quelli che ascoltano. Tendere l’orecchio è oggi una pratica minoritaria ma alternativa sapendo che le cose che appaiono morte ci possono ancora parlare.

Pisciate (post)moderne

Posted in Scorie di pensieri with tags , , on 21 settembre 2010 by gioverre

Questa mattina, mentre portavo a spasso Zago, ragionavo sulla differenza di stile di vita e di senso morale che passa tra i due Corona, Fabrizio e Mauro. Immense e molteplici. Continuando a camminare e a pensare, non m’accorsi che, vicino al cimitero protestante, Zago stava annusando una lapide estratta dalla terra e appoggiata al lato  esterno del muro  vicino al cancello dell’entrata. Lo vidi con la coda dell’occhio alzare la zampa e con una tirata di guinzaglio gli impedì il misfatto. Salvai la situazione ma mi sentì male, mi girava la testa, lo stomaco bloccato.
È da tutto il giorno che ci penso: quale sacrilegio stava per compiersi sotto i miei occhi e quasi indelebilmente sulla pietra consacrata. E più ci penso e più mi dico che alla stessa maniera agisce la grande maggioranza della nostra società. Perché? Uguale al mio cane con il “sacro” si comporta la gente con la “cultura”. Ci pisciano sopra senza considerare la sua importanza, la sua sacralità. È un atto causato dall’ignoranza, dal non conoscere, dall’appiattimento dei valori, dall’elevazione della cultura consumistica. Si piscia in bocca alle grandi autorità del passato pensando che siano dei wc pronti all’uso. Questo è il postmoderno più becero che dilaga nei territori desolati del presente e ci fa dimenticare quanti in passato hanno gettato le fondamenta della nostra cultura odierna.
Ti fisso ora su questo prato: sei proprio un semplice animale, non sai cos’è la sacralità e questo ti differenzia dall’essere uomo. Mi stupisci mentre stai lì tranquillo, seduto sull’erba a osservare l’ampio panorama che scruti quasi nel dettaglio. Il tuo sguardo sembra andare lontano lontano oltre la montagna che ci ostacola la vista, e, quando alzi la testa per annusare, il tuo sguardo sembra perfino andar oltre il cielo. Chissà cosa saprai che io non so?