Archivio per ottobre, 2010

Hitler di Giuseppe Genna

Posted in ReACcensioni with tags , , on 14 ottobre 2010 by fangio82

 Il lupo Fenrir, il gigantesco lupo della fine. Spezzerà le catene che lo avvinghiano dall’inizio dei tempi, e tornerà, a portare l’apocalisse. Inizia con questa immagine, con questa suggestione nordica la narrazione del primo romanzo che sia mai stato scritto su Hitler. Inaspettatamente, l’enorme, feroce, sovrannaturale Fenrir, finalmente libero dai vincoli che da tempo immemore lo tengono soggiogato, verrà lui stesso sconvolto, soverchiato da un’immane forza annichilente, distruttrice, perfettamente umana. Sceglierà di seguire in tutto e per tutto le vicende di un sconosciuto ragazzino austriaco, di nome Adolf, e ne condividerà inorridito le gesta.

La trama ripercorre i decenni di storia europea che vanno dalla nascita alla fine del Fuhrer, narrando le vicende che hanno segnato il continente, travolto dalla “lucida” follia nazista, di pari passo con le tappe significative della sua vita.
L’infanzia e la giovinezza trascorse a Braunau, villaggio alle porte di Vienna, alle prese con un padre violento ma “usuale per l’epoca”, ed una madre infelice, che probabilmente era la nipote del consorte. Il giovane Hitler comincia da subito a manifestare un carattere abulico e scostante, la megalomania di chi si convince di essere un grande artista in grado di incarnare lo spirito di un popolo, pur essendo in tutta evidenza un mediocre. E’ da questo misero villaggio che inizia l’incredibile ascesa di un essere che sembrava condannato all’anonimato ed all’ignavia, un essere che in sostanza proviene dal nulla e porta il nulla con sé. Vengono descritti i suoi primi passi in politica, in patria, a Vienna, sotto l’iniziale influsso di alcune sette esoteriche, l’approdo in terra germanica, culla dell’”immortale popolo tedesco”, la presa del potere, frutto di una concatenazione di eventi e di casualità fatali. I suoi sogni folli diventano i sogni dell’intero popolo tedesco, trascinato in un vortice di ferocia e volontà di distruzione. Continua a leggere

Il presente

Posted in Detriti in versi with tags , , , , on 12 ottobre 2010 by lostkid84

La poesia non cambia niente, lo ha detto qualcuno, non per questo
dobbiamo continuare nell’esercizio ormai diventato massacro
di autoincensare, glorificare, ritenerci depositari di Verità eterne,
che qui non si dura in Eterno, non ci sono soglie da varcare,
non angeli salvifici, ma solo il fango in cui il presente
sguazza e si rotola , grufola, e ci sono volte in cui niente
ci appartiene, le voci son latrati, Cerberi a tre teste
diventano camion della spazzatura, e il contemporaneo diventa epico,
il grottesco mistico. Tutto si mescola e s’ intorbida,
Satura lanx, dove si resta ma per poco, poi si sfuma
e ci si nasconde, in nuove forme suscitati.
La poesia non cambia niente e cambia sempre, perché sguscia
e non ci basta essere anguille, benchè lo dica il poeta, perché
c’è sempre qualche rivo di troppo, qualche estuario
che sbuca improvviso e allora risalire è discendere
procedere è arretrare, scrivere è cancellare…
La poesia non cambia niente, fosse fatta di mattoni
ne costruirei di parole solide, e basi e fondamenta
e ogni cosa sarebbe per l’Utile, ogni cosa sarebbe a favore
e non contro. Ma sono qui abbagliato da luci sfuggenti
che bloccano l’iride, scorgo spiragli che sembrano varchi
e invece tutto divora sua maestà il Buio.
Allora maledico e bestemmio i miei versi
che son lì lì per lasciarci la pelle,
che tanto la poesia non cambia nulla
ma bisogna lottare comunque,
qui e adesso, domani e sempre, bisogna!