Il presente

La poesia non cambia niente, lo ha detto qualcuno, non per questo
dobbiamo continuare nell’esercizio ormai diventato massacro
di autoincensare, glorificare, ritenerci depositari di Verità eterne,
che qui non si dura in Eterno, non ci sono soglie da varcare,
non angeli salvifici, ma solo il fango in cui il presente
sguazza e si rotola , grufola, e ci sono volte in cui niente
ci appartiene, le voci son latrati, Cerberi a tre teste
diventano camion della spazzatura, e il contemporaneo diventa epico,
il grottesco mistico. Tutto si mescola e s’ intorbida,
Satura lanx, dove si resta ma per poco, poi si sfuma
e ci si nasconde, in nuove forme suscitati.
La poesia non cambia niente e cambia sempre, perché sguscia
e non ci basta essere anguille, benchè lo dica il poeta, perché
c’è sempre qualche rivo di troppo, qualche estuario
che sbuca improvviso e allora risalire è discendere
procedere è arretrare, scrivere è cancellare…
La poesia non cambia niente, fosse fatta di mattoni
ne costruirei di parole solide, e basi e fondamenta
e ogni cosa sarebbe per l’Utile, ogni cosa sarebbe a favore
e non contro. Ma sono qui abbagliato da luci sfuggenti
che bloccano l’iride, scorgo spiragli che sembrano varchi
e invece tutto divora sua maestà il Buio.
Allora maledico e bestemmio i miei versi
che son lì lì per lasciarci la pelle,
che tanto la poesia non cambia nulla
ma bisogna lottare comunque,
qui e adesso, domani e sempre, bisogna!

Una Risposta a “Il presente”

  1. pandistelleacolazione Says:

    lostkid84, questa non è una poesia ma uno sfogo da tredicenne innamorata, quindi scrivi una POESIA chè ne sei capace! (Nota la finezza dell’accento sul “che” causale inteso come “perchè”)

    Brutto come commento da leggere appena entri in pagina, ma qua nessuno ti dice niente e quindi mi accollo mio malgrado il compito di ufficiale rompiscatole del forum (ok, ammetto che non mi devo sforzare molto in realtà)

    salvabile la seconda parte da “la poesia non cambia niente e cambia sempre” che mi ricorda abbastanza lo stile dei poeti italiani di epoca pascoliana, classico ma comunque con un contenuto e qualche associazione di immagini, la prima metà invece assomiglia più a una descrizione che a un componimento.

    Diciamo, restando nella metafora che proponi, che finchè la poesia può essere solo un rivo di troppo può essere anche fatta bene ma non è particolarmente stimolante, quindi auspico che la tua poesia sia piuttosto un fiume in piena o un oceano in cui si possa specchiare il mondo intero, ma questo forse non lo si sceglie, perchè non va a comando. O forse sì.

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