Archivio per novembre, 2010

Macello di Ivano Ferrari

Posted in ReACcensioni with tags , , on 15 novembre 2010 by gioverre

(con quattro poesie tratte dalla raccolta del poeta)

Chi non si troverebbe imbarazzato a presentare un volume di poesie come questo? Avrei fatto meglio a tenerlo giù in fondo all’oblio, nascosto, in seconda fila, nella parte interna della mensola, da raccolte poetiche più famose, di profondo lirismo o di ostentato intellettualismo, e non riesumarlo. Resto un po’ confuso, inorridito da questa poesia così brutale e crudele, ma, allo stesso tempo, rimango attratto dall’originalità dei versi che hanno la capacità di sublimare l’orrore della violenza alla vita e l’oscenità scabrosa di corpi aperti, scuoiati, tagliati, ripuliti. Nulla è nascosto di questi corpi animali che passano nel Macello di Ivano Ferrari, nemmeno il loro dolore, nemmeno i loro pensieri più intimi.
Lo sguardo di Ferrari è quello del macellatore che si spinge a raccontarci, addirittura in maniera “incantata”, il suo lavoro, le sue emozioni. E forse risulta essere troppo scottante e trucida la materia di questi testi per pensare che queste illuminazioni impudiche siano frutto d’un’esperienza individuale; quella che ci viene narrata sembra invece essere un’esperienza collettiva, di uno spirito, lo spirito della macellazione. Continua a leggere

Certe sere

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , , , on 4 novembre 2010 by gioverre

L’altro ieri. Ore 9 di sera. Zago fissa il guinzaglio che è posto sul tavolino. “Perché no! Nemo!” Usciamo. È buio. I lampioni illuminano le vie del centro. Mentre osservo il passo svelto di Zago, inizia a formarsi una bolla trasparente nella mia testa. Penso e mi astraggo da tutto ciò che c’è intorno, più penso e più si gonfia la bolla… cammino seguendo il ritmo del suo zampettare … passo davanti alle vetrine dei negozi … la luce entra dalle mie pupille … illumina il mondo al di qua della soglia percettiva … volano sillabe in posizione fetale … si aprono piano come fiori … compaiono delle formiche … piccoli led rossi zampettanti … prendono le sillabe e le uniscono … ragni blu scendono appesi al filo del loro addome … compongono ragnatele con perizia … architettando forme geometriche … ordine … ordine … sillabe … parole … frasi … costruzione … 7 chili di troppo … una tristezza estetica … che ripara dal freddo … si trascura il corpo per lo studio … io che ero sportivo cosa posso pensare di Me osservando la mia immagine allo specchio … non è la mia desiderata … si può ritornare a far sport e fitness … mi viene in mente una persona dei miei paesi che diceva … questa, mostrando la pancia, è tutta intelligenza … e giù un bicchiere di vino … da citare … concentrati … fai lavorare le bestiole dentro la bolla … chiesa … Sancho Panza … il senso comune in battute e proverbi … Don Chisciotte soffia nell’aria … e mi dice … non credere a Sancho … non credere ai corpi muscolosi … non credere … a chi credere? … se ogni ragion d’essere è messa in dubbio … è confortante credere alle illusioni umane … solo illusioni … in questo vuoto esistenziale … i sogni sono ancora vivificatori … ma non hanno concretezza … cosa fare per liberarmi dell’inadeguatezza dell’essere? … no, lì è troppo scuro … dissolvere il mio Io … la mia Unità … fuggire … sparire … no, arriva una signora … mi guarda … è pronta per il buonasera … attento … può bucare la bolla … tutta la fatica che va a puttane … attento … preparati la pezza e il mastice … buonasera … mastice incolla pezza … ritorna a gonfiare … siamo ancorati alla terra … non possiamo volare via … scomparire … utili i giochi illusionistici di Heisenheim … scomparire come Alice che oltrepassa lo specchio … per andare in un altro mondo … solo illusione … un patto col diavolo porterebbe a tanto … come mai i miei pensieri ribelli … che schizzano qua e là nel cervello … non riescono a liberarmi dalla gabbia dell’Io … sono immateriali contro la massa fissa della materialità … forse il pianto libera dalle catene … neppure … rimane l’estremo rimedio … la morte … saltìno … Zago torniamo … troppe tenebre … cosa posso chiedere alla scrittura? … lasciare a lei il vivisezionamento del mio essere … il corpo certo resta … sbrindellato invece il pensiero … dal pesante lavorio incessante … e sulla pagina cosa compare di me?
Bene, scritto e postato. Titolo: 7 chili.
Mi siedo nella poltrona. Ai miei piedi Zago dorme. Anch’io mi assopisco. Siamo tutti e due soddisfatti.
Certe sere, dopo la pioggia, non ci sono rumori molesti di petardi o bicchieri spaccati, non ci sono sbarbatelli urlanti e si incontrano poche persone da salutare, così si può tranquillamente girare annusando gli odori depositati ai piedi dei cestini, sugli angoli delle case, lungo i muri delle vie scegliendo le strade che si vogliono prendere.
Certe sere sono adatte a pensare il tragitto.

7 chili

Posted in Scorie di pensieri with tags on 3 novembre 2010 by gioverre

Mi guardo allo specchio e vedo una sensibile lievitazione della zona addominale. In questi ultimi tempi, mangiando e svolgendo una vita pressoché sedentaria, ho lasciato che la Gola mi riempisse lo stomaco a suo piacimento, e la Natura mi coprisse il corpo con delle lenzuola d’adipe, una dopo l’altra, scaldandomi leggermente ogni qualvolta vi fossero gelide folate ansiogene. In questo modo ho messo su 7 chili di troppo rispetto al mio peso forma. Una disfatta per uno come me che ha amato e ama lo sport.
Al mio paese c’era un personaggio da osteria che mostrando la sua bella pancia gonfia diceva che era tutta intelligenza. Se fosse così questi 7 chili di massa ventro-cerebrale mi aiuterebbero a finire prestissimo gli studi, a trovare un buon lavoro, a realizzarmi nella mia vita, ma suppongo che invece contribuiscano ad intaccare la fluidità delle mie arterie. 7 chili di materia intelligente mi potrebbero essere utili per scrivere qualcosa di importante, oppure, moltiplicati per due o per tre, potrebbero stancarmi a morte nel salire le scale, se non altro sarebbero comodi per far assopire su questo lipo-cuscino naturale i miei figli possibili o immaginari.
Cosa scegliere? Considerare il credo della giovine donna muscolosa Terapia Fitness, oppure ritenere giuste le massime popular del buon vecchio Sancho Panza?

(Mi domando, ma non so con quale criterio, quando ogni ragione fondativa e vitale della mia esistenza non sarà per me più credibile, potrò ancora chiedere qualcosa ai sogni?) Continua a leggere