7 chili

Mi guardo allo specchio e vedo una sensibile lievitazione della zona addominale. In questi ultimi tempi, mangiando e svolgendo una vita pressoché sedentaria, ho lasciato che la Gola mi riempisse lo stomaco a suo piacimento, e la Natura mi coprisse il corpo con delle lenzuola d’adipe, una dopo l’altra, scaldandomi leggermente ogni qualvolta vi fossero gelide folate ansiogene. In questo modo ho messo su 7 chili di troppo rispetto al mio peso forma. Una disfatta per uno come me che ha amato e ama lo sport.
Al mio paese c’era un personaggio da osteria che mostrando la sua bella pancia gonfia diceva che era tutta intelligenza. Se fosse così questi 7 chili di massa ventro-cerebrale mi aiuterebbero a finire prestissimo gli studi, a trovare un buon lavoro, a realizzarmi nella mia vita, ma suppongo che invece contribuiscano ad intaccare la fluidità delle mie arterie. 7 chili di materia intelligente mi potrebbero essere utili per scrivere qualcosa di importante, oppure, moltiplicati per due o per tre, potrebbero stancarmi a morte nel salire le scale, se non altro sarebbero comodi per far assopire su questo lipo-cuscino naturale i miei figli possibili o immaginari.
Cosa scegliere? Considerare il credo della giovine donna muscolosa Terapia Fitness, oppure ritenere giuste le massime popular del buon vecchio Sancho Panza?

(Mi domando, ma non so con quale criterio, quando ogni ragione fondativa e vitale della mia esistenza non sarà per me più credibile, potrò ancora chiedere qualcosa ai sogni?)

7 chili di troppo aiutano certamente la forza gravitazionale terrestre a tenermi schiacciato alla fredda e polverosa superficie del mondo. Anche la massa dei miei grassi pensieri contribuisce a ciò, e così io non posso fuggire, né volare via, né sparire.
Al corpo chiederei allora di farsi soggetto per un numero illusionistico, di corrompersi all’illusione, oltrepassare lo specchio e scomparire riapparendo in un altro mondo, inverosimile.
Ma opaco, materiale e indivisibile è il mio corpo che trattiene i diversi vettori dei miei pensieri più eretici: li sento sfrecciare dentro di me provando a perforarmi per uscire, ad aprirmi a petali la cute, a squartarmi per liberarmi. Inespugnabile, quanto pare, è questa gabbia di ossa e fasce muscolari.
Attraverso la mia esperienza ho imparato che non serve a niente piangere!
Parola, ti chiedo allora se serve a qualcosa tagliarmi in suoni e significati e gettare nel pozzo oscuro e vorticoso di queste pagine web questi

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