Archivio per maggio, 2011

L’uso del festivalizzatore satellitare

Posted in Scorie di pensieri with tags , , on 19 maggio 2011 by giofab8184

Quando leggo i miei pensieri dubito di me. Chi partecipa ai concorsi letterari lo fa per togliersi delle incertezze sul proprio conto, lo fa per orientarsi, per cercare una luce che indichi la via per navigare il “talento” (almeno questo è stato il mio scopo, oltre a quello di vincere dei premi). Chi ha provato a partecipare e non è mai stato segnalato, si arrangia con quel che sa delle costellazioni, ma è destinato a vagare … vagare … vagare … Chi vince, acquisisce una bussola e una cartina nautica, è cosciente dell’itinerario da compiere. Tra questi fortunati, da un lato, c’è chi se ne approfitta e compie sempre le stesse rotte in cerca di glorie. Dall’altro, c’è chi effettivamente non è mai sazio di scoprire, di sfuggire per ritornare, e affronta ciò che è inconoscibile. Amo quest’ultima razza, eroi della letteratura. Per l’altra, ho paura che troppi fari segnalati siano a causa dell’ebbrezza di troppi vini bevuti per festeggiare.
Per quel che mi riguarda vago in alto mare, resto sulla mia zattera e scrivo senza alcun localizzatore satellitare. È chiaro, ho scelto, senza festivalizzatore rimango fuori dal gioco dei premi letterari.

Brancolo spaccando continuamente le onde remando.

Chi ha visto chi? Chi ha visto cosa?

Il mio passaggio … è sempre ingoiato … da un abisso … d’acqua …

Annunci

Io, scatoletta di pomodoro

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , , on 6 maggio 2011 by gioverre

Un’altra volta! Com’è amaro il rifiuto! Nel nostro spazio interiore i muri che ci sembravano più massicci, si rivelano fragili e friabili. Ho capito che siamo designati a questa deriva, a questa traversata inutile, a questa solitudine perenne del sole che ogni giorno curva nel cielo. Quando ci sarà per noi l’eclisse? 

Ho imparato che il rifiuto ci fa consumare vane energie nel sentimento dell’ossessione che gira sempre a vuoto. Sì, viene a mancare la resistenza meccanica: si è rotto qualcosa nel cuscinetto? o si è spostato un ingranaggio dalla sua sede? Si gira vorticosamente senza controllo, senza un appiglio di forza vettoriale che ci sospinga a rallentare, senza un misero attrito che bilancia la nostra forza motrice, e il risultato è una delirante specie di schizofrenia.

 Ho lavorato per alcuni mesi in un supermercato. Tra le varie mansioni mi occupavo anche di controllare le date di scadenza. Alcuni prodotti non venivano comprati e venivano logicamente buttati via. Ora riflettendoci, mi vedo: io sono una di quelle scatolette di pomodoro infilate nello scaffale, all’ombra, dietro, in ultima fila. Passano quelle mani saccenti e attente, afferrano i nostri corpi confezionati, ci osservano e ci depongono nel carrello. Mai è toccato a me. Prendono gli altri prodotti, le altre lattine. Intanto, dentro di me, i batteri iniziano ad agitarsi e ballano, la polpa si veste di muffa e la mia anima piange all’interno di questa corazza cilindrica. Pena dell’anima che implora. Continua a leggere