Archivio per 12 ottobre 2011

La grande invasione delle locuste (3)

Posted in La grande invasione delle locuste on 12 ottobre 2011 by lostkid84

Si era lasciato sommergere dai ricordi ed era rimasto imbambolato sul porticato per chissà quanto tempo; lì intorno ormai era tutto un via vai di camionette di traslochi, macchine e furgoncini di emittenti televisive. Il trambusto lo infastidiva e allo stesso tempo lo faceva sorridere: per tutto quel tempo a nessuno era mai fregato niente di quel posto immerso nel nulla, nessuno al di fuori di quelli che ci abitavano sapevano della sua esistenza, e adesso questa storia dell’invasione delle locuste era diventata un argomento su cui speculare per alzare gli indici d’ascolto… E allora via con una profusione di interviste strappalacrime ai poveri e miserabili contadini che sarebbero stati strappati dai loro ricordi, dai loro affetti, dalle loro radici… Solita retorica vecchia e stantia… Questi discorsi però facevano sempre presa sulla gente… Erano giorni che quelle dannate sanguisughe si erano accampate di fronte alla sua fattoria, lì appostate come rapaci… Per non parlare dei politici che, in previsione dell’imminente campagna elettorale, in lunga e costante processione si erano riversati in paese, affrettandosi a stringere mani e a fare promesse, scucendo sorrisi a trentadue denti di fronte alle telecamere…Quando i riflettori si spegnevano, si tornava però a ragionare con la consueta e cinica logica della convenienza… Ai contadini il governo aveva concesso indennizzi irrisori e promesso il reintegro come operai in fabbriche delle città limitrofe… La seconda parte del potenziale accordo risultava perlomeno fantasiosa, considerato il fatto che, in seguito alla recente crisi economica, la zona dal punto di vista industriale era bloccata e i licenziamenti fioccavano … Interi centri produttivi erano stati chiusi… Ma tant’è… Le piantagioni sarebbero state rase al suolo, devastate dalla piaga delle locuste, tanto valeva accettare di fare i bagagli e andare altrove visto e considerato che ormai la situazione era vicina alla catastrofe… Era un ricatto bell’e buono a cui però non sembrava potesse esserci soluzione… A quei maledetti interessava solamente fare una bella figura davanti agli elettori, e questa storia era l’opportunità incredibile di mostrare il lato magnanimo ed equo di un governo a cui interessava il destino di ogni cittadino, anche di quello che abitava nel più remoto e sperduto buco di culo della nazione… Comunque lui era convinto che, finita la questione, nessuno si sarebbe ricordato dell’esistenza di quel paese, nessuno si sarebbe più commosso nell’ascoltare le storie dei contadini sradicati dalle proprie terre… Sarebbe stata una tragedia tra le tante sepolte nel dimenticatoio… In fondo ci sarebbero stati sempre nuovi dolori su cui speculare… Così funzionava da sempre… Continua a leggere