Archivio per 24 ottobre 2011

La grande invasione delle locuste (6)

Posted in La grande invasione delle locuste on 24 ottobre 2011 by lostkid84

La tipa terminò il discorso e a forza di urlare era rimasta senza fiato… Lui la fissò tra il ghignante e l’esterrefatto, mentre ormai sembrava essersi tramutata in una sorta di ammasso di nervi e muscoli in tensione, e con fare distaccato rispose:
«Sono d’accordo, lei è proprio una professionista … Adesso si tranquillizzi, non ho nessuna intenzione di importunarla oltre…Però, non mi sembrava che qualche minuto fa lei disprezzasse molto l’idea di intrattenersi con il sottoscritto “topo di fogna”… Cosa non si farebbe per il proprio mestiere? Sono veramente commosso per la sua dedizione… La sua abnegazione è veramente encomiabile… Meriterebbe una promozione… O forse già se l’è guadagnata in un colloquio avvenuto sotto la scrivania del suo direttore, lei in ginocchio in religioso silenzio, e il suo direttore con i pantaloni calati… Mi dica se non ho indovinato…»
La giornalista ormai imbestialita, sfoggiando un braccio da lanciatrice del disco, interruppe improvvisamente il discorso, scagliandogli addosso con tutta la forza di cui era capace un vaso posizionato sulla credenza all’ingresso; lui riuscì a schivare l’oggetto all’ultimo secondo, e quello si andò a infrangere contro il muro. I cocci si sparsero ovunque e lui iniziò a ridere a crepapelle. Incapace di contenersi, si contorceva sul divano, colto da un raptus incontrollabile; sembrava fosse caduto preda di una crisi epilettica. La tipa lo fissò con gli occhi fuori dalle orbite, poi con un gesto repentino aprì la porta d’entrata e disse alla troupe ferma sul porticato:
«Andiamo ragazzi, questo qui è fuori, completamente andato… Impossibile ricavarci qualcosa. Proveremo a fare qualche altra intervista a qualche anziano rincoglionito della zona, sperando che si commuova davanti alle telecamere, mentre parla dei suoi ricordi, della famiglia o robe del genere…» Lui, ancora invischiato in quella crisi di riso irrefrenabile, riuscì a percepire la frase della giornalista e improvvisamente sentì l’esigenza di comunicare a tutti quello che avrebbe fatto, non per protagonismo o che altro, ma solo perché pensava che quello fosse il momento giusto per venire allo scoperto, per mettere in chiaro le ragioni del suo gesto… Lui non era pazzo, come tutti ormai andavano dicendo in paese… Anzi era l’unica persona sana di mente rimasta… Allora agì d’istinto, richiamò l’attenzione della donna che ormai stava girando i tacchi per andarsene:
«Signorina, senta… Insomma vorrei… Le chiedo scusa, ma vorrei dire due parole davanti alle telecamere… Le giuro che poi la lascerò andare e non sentirà più parlare del sottoscritto… Però la prego mi faccia parlare…»
Lei si fermò, nella sua testolina si dibattevano idee contrastanti: da una parte avrebbe voluto prendere a calci nel sedere quell’essere spregevole e arrogante, dal momento che nessuno mai nella sua vita l’aveva umiliata così sfacciatamente, dall’altra, però, il suo fiuto da cane da tartufi di notizie le faceva subodorare uno scoop da almeno 20 % di share per il suo telegiornale. Dopo un breve conciliabolo con se stessa, decise di mettere da parte l’orgoglio femminile così crudelmente vilipeso e di dare voce a quel pazzo furioso, sicura che ne sarebbe venuta fuori una bomba giornalistica e forse anche una promozione da caporedattrice. Lo guardò con aria di superiorità e, facendo un cenno ai cameraman,  si espresse con tagliente sarcasmo:
«Ok, fra un minuto si va in onda, vediamo che rivelazioni sconcertanti ci farà il qui presente Mr. Simpatia» Continua a leggere