Archivio per 31 ottobre 2011

La grande invasione delle locuste (8)

Posted in La grande invasione delle locuste on 31 ottobre 2011 by lostkid84

Il sole stava per tramontare… Gli ultimi raggi spandevano nell’aria riflessi di luce violenti che sembravano perforargli la retina; non riusciva a tenere gli occhi fissi all’orizzonte; quel luccichio così potente gli faceva serrare le palpebre e i suoi occhi si erano ridotti a due fessure dalle quali riusciva a percepire solo impressioni sbiadite… Si sforzava di non abbassare lo sguardo; mai desistere di fronte al proprio obiettivo! Lui stava aspettando le locuste e non poteva concedersi nemmeno un istante di requie; con il viso rigato di liquido lacrimale rimase immobile sulla sua sedia a dondolo, come una sentinella, come una statua di pietra… Si bevve una sorsata di birra fredda per dare ristoro alla gola secca, e poi all’improvviso si accorse che qualcosa si stava avvicinando… Colto da uno stato d’eccitazione incontrollabile, scattò in piedi. In lontananza sembrava muoversi un puntino nero che procedeva a ritmo regolare nella sua direzione. Man mano che si avvicinava sembrava espandersi sempre di più… Nel frattempo alle sue orecchie arrivava un rumore insistente, un ronzio che da bisbiglio si era trasformato in una sorta di assordante ed estenuante stridore… Erano loro, questa volta non era l’ennesima allucinazione… Erano arrivate… Rimase inebetito, completamente assorbito da una sensazione di gioia incontenibile e di trepidazione spasmodica; sul suo volto era comparso un sorriso ebete, quasi avesse subito una paresi facciale; intanto lo sciame si stava manifestando davanti ai suoi occhi in tutta la sua maestosità: un’orda nera, un ammasso indistinto d’insetti, migliaia e migliaia di ali ronzanti si muovevano all’unisono verso la sua casa. In pochi istanti il sole si oscurò, come eclissato, e un’ombra nera si proiettò sul paesaggio circostante sino ad assorbirlo completamente… Erano calate le tenebre, non si riusciva a vedere a un palmo di naso… Lui ancora immobile sul porticato, osservava la scena, incapace di muoversi, incapace di reagire; di fronte ad uno spettacolo di tali proporzioni, la sua mente non riusciva a comunicargli nessun input, finché lo sciame non si avvicinò a tal punto da essere a pochi metri da lui; all’improvviso l’avanzata s’interruppe e lui finalmente riuscì a distinguere la scena che gli si stava presentando davanti: le cavallette gli erano di fronte con le loro zampette zigrinate che sfregavano ritmicamente, con le loro mandibole in costante movimento, e quegli occhi che sembravano immobili, e che penetravano il suo organismo come lame. Sembrava che cogliessero a pieno quello che stava provando, che avessero capito l’importanza del momento… Se ne stavano lì sospese tra cielo e terra a mezz’aria e aspettavano di devastare tutto… A un certo punto vide che nell’immenso sciame qualcosa si stava muovendo…L’intera massa d’insetti in maniera repentina e ordinata si divise in due tronconi paralleli, in modo da creare un corridoio, una sorta di passaggio… Si accorse che nello spazio vuoto che si era creato, una cavalletta stava lentamente procedendo verso di lui, mentre le altre rimanevano immobili, quasi costituissero un corteo d’onore… Finalmente dopo qualche minuto la cavalletta gli fu di fronte… E lui si accorse che quel dannato insetto aveva dei lineamenti umani… Era in tutto e per tutto una di loro: con le sue antenne, le sue ali, il suo corpo affusolato, ma c’era in lei qualcosa di familiare, qualcosa che non riusciva a definire, ma che era sicuro di conoscere… All’improvviso l’insetto lo guardo dritto negli occhi e iniziò a parlare… Era la voce di suo padre… L’avrebbe riconosciuta tra mille, anche se il timbro era metallico e ovattato… Continua a leggere