Archivio per gennaio, 2012

Ferro 3 di Kim Ki Duk

Posted in ReACcensioni with tags , , , on 9 gennaio 2012 by gioverre

Ferro 3 è un film del 2004, del regista coreano Kim Ki Duk, che per questo film ha vinto il premio speciale come miglior regia al festival di Venezia (2004).

 

Il titolo Ferro 3 si riferisce alla mazza da golf che si vede all’interno del film. Questa mazza ha una particolarità. È la più insolita da utilizzare per i giocatori di golf. Si usa in situazioni eccezionali, uniche. E, non a caso, la storia d’amore fra i due giovani protagonisti è anch’essa unica, veramente eccezionale.

Bravo il regista che ci offre una visione sulla clandestinità in maniera originale e profonda. Il protagonista di questo film entra nelle case lasciate vuote per motivi di lavoro o di vacanze e lì prende dimora finché i proprietari non tornano. In queste case approfitta del tempo disponibile per aggiustare oggetti, fare il bucato e altre faccende domestiche. Già questo è di per sé un elemento straniante, mai visto nei film comuni.

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Il sistema 2012

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , , , on 6 gennaio 2012 by gioverre

Io m’aggrappo a tutto in mancanza di forma di quest’era mutile e scontornata, proiezione spregiudicata d’infingardi speculatori che ci tolgono le nostre speranze di geometria esistenziale.

Così nel sorriso della Vergine Maria mi sono commosso, nel bue e nell’asinello appacificati dagli sforzi quotidiani, nel fuoco vitreo di tungsteno che monda le impurità delle tenebre e nella vita di un bambino che si ripete una volta, e una volta ancora nelle nostre vite. Scruto quella scena familiare in quella capanna, senza pareti, senza protezioni di cemento, quest’amore vasto e virtuoso, trasparente come l’acqua purificatrice, allegro come la fiamma che li riscalda, sincero come l’aria fresca che respirano, eterno come la terra su cui sono inginocchiati. Io non resisto alla penetrante verità e mentre mi aggiro per le strade m’attornia il mistero di questi muri alti, possenti, disciplinati a stare muti, e quando cammino faccio passi per capire, ma c’è un abisso che non riesco a osservare. Tutto mi è nascosto. Strano come la notte tetra si confida più delle anime sguainate nelle loro tane sporche. E allora perché una finestra illuminata di calore non mi riscalda, ma raggela!

Mi sembra di essere un mostro reietto che non fa altro che camminare, che scrivere quello che incute incanto e che dona orrore. Continua a leggere