Mentre taglio il paesaggio

Mentre taglio il paesaggio su questa strada,
grigia ferita inferta alla valle impotente,
mentre nervi, muscoli si tendono in un preciso,
meccanico gesto, piede sul pedale, mano sul cambio,
ripenso a quello che c’era, prima che io fossi questo punto,
parte minima di una retta intricata e spezzata;
la storia mi risveglia, mentre distratto ascolto la radio,
quanta violenza nell’idea che quello che c’è sia così da sempre,
immutabile, ad uso e consumo del presente.
Prima dei cantieri, delle trivelle, degli scavatori,
sotto l’asfalto rovente questa strada era un bosco
e un uomo, indossando pelle di orso e di capra,
con arco e faretra lo attraversava, scrutando l’orizzonte.
E superando l’ultima curva, tristemente mi accorgo
che questo mio fragile corpo non potrà mai sapere
quale mistero grandioso si celava dentro il suo immobile sguardo.

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