Una sera come tante (4)

Una sera come tante, allora, capisci che ti stai comportando come un personaggio di quelle squallide commedie americane, uno di quelli che se la mena per ore sul senso della vita, che se la tira per quanto è sensibile e incompreso,  che a un certo punto incontra la sua anima gemella, e da allora tutto inizia a girare per il verso giusto; si sposa, si costruisce una casa con staccionata e giardino annessi, si compra una macchina familiare, sforna due marmocchi tendenzialmente lobotomizzati e perennemente sorridenti, e vissero tutti felici e contenti … Con la piccola differenza che, considerati i maldestri tentativi di cui sopra, l’anima gemella non la troverai molto presto, e ora come ora una casa tutta tua nemmeno puoi permetterti di sognarla … Una sera come tante cerchi di fare tabula rasa di tutte queste cazzate melense, e di focalizzarti solo su quello che succederà: prenderai una lunga rincorsa, tratterai il fiato, poi salirai sul parapetto, e, senza guardare, in un unico ed essenziale istante ti abbandonerai al vuoto, ad un precipitare senza coordinate, finché non ti schianterai al suolo e le tue budella si spargeranno sulle aiuole e sul marciapiede, tanti piccoli brandelli di te senza vita … Una sera come tante te la stai facendo sotto dalla paura, colto da palpitazioni sempre più invadenti, con la gola secca te ne stai impalato, marmorizzato … Alla fine però decidi, tiri un lungo ed estenuante respiro …  Con uno scatto fulmineo arrivi a qualche centimetro dal parapetto, ma ti blocchi … Come se un invisibile mano avesse fermato i tuoi movimenti … Non si tratta di nessuna fottuta entità superiore, né della consapevolezza che in fondo la vita è bella e va vissuta fino alla fine … Il panorama rimane lo stesso pallosissimo e atonale susseguirsi di alberi, case, montagne, alberi, case, montagne, senza nessun sussulto, nessun imprevisto … Il buio rende la vista ancora più angosciante, ancora più avvilente … Una sensazione di lugubre sconfitta inizia a pervaderti, poi però torni a sentirti meglio, ti sdrai sul ciottolato e rifletti … Alla fine esistere è sempre meglio che non esistere … Anche se la tua non è la migliore vita possibile, la più emozionante … Anche se non sei il più attraente e affermato dei ragazzi, se ti senti costantemente tagliato fuori, a volte senza prospettive, a volte solamente sottostimato e sottovalutato, fondamentalmente sempre sotto; che cosa ci puoi fare? Non migliorerai certo la situazione gettandoti da un palazzo, e comunque qualche piccola soddisfazione potrai sempre togliertela. Sei consapevole che la vita non diventerà tutta rose e fiori, solo perché adesso ti senti più forte, perché hai superato la crisi … Le case probabilmente rimarranno le solite case, le tipe fondamentalmente le solite stronze, gli amici continueranno a parlare di calcio e di figa, tu continuerai ad arrancare dietro un lavoro precario, ti farai il culo per qualcosa che non ti soddisfa.Magari invece, che ne sai, ti succederà qualcosa d’imprevisto e imprevedibile che scompaginerà le carte…Chi può dirlo? Per questo  lottare ha sempre senso, perché quel panorama che odi tanto, quel paese che tanto ripudi, rimangono pur sempre tutto quello che hai, tutto quello che ti resta, e allora rinunciare potrebbe essere una cazzata … Potrebbe essere la Cazzata…Ti tiri su da terra e scruti lontano, scruti oltre l’orizzonte, oltre te stesso; te ne stai lì, leggero e impassibile, quasi tutto attorno a te non avesse peso … All’improvviso un’unica ed essenziale domanda sembra prendere campo nella tua mente,  illuminare il paesaggio circostante, quasi fosse una rivelazione: “Chissà chi se la sarà scopata?”. Una sera come tante, sdraiato, immobile, con il tuo sorriso ebete da sopravvissuto stampato in faccia, senti che finalmente le cose stanno riprendendo il loro corso normale; quella straordinaria risorsa che credevi esaurita è tornata a pervadere il tuo organismo: bentornata signora Ironia. Ripensi alla ragazza conosciuta al bar, a quanto avevi idealizzato la sua figura, la sua intelligenza, il suo fascino;  ripensi a quanto tu abbia sublimato il suo profumo, il suo regale portamento, solamente per uno spasmodico bisogno di trascendere la realtà squallida ,in cui sei costretto a vivere,  in una sorta di Idea assoluta di purezza; adesso con gli occhi ironici e distaccati del sopravvissuto tutto riprende una consistenza diversa; una sera come tante ti accorgi di esserti comportato da stilnovista di quart’ordine, da trito emulatore del Guinizzelli più insulso: hai creato un’immagine ideale per sfuggire alla realtà ; noti tutte le sue imperfezioni, anche minime, e non ti sembra più quel prototipo inattaccabile di bellezza; puoi persino immaginarla mentre espleta le funzioni corporee più basse, mentre il suo volto si contorce e si modifica in smorfie di piacere o di sofferenza; finalmente hai demistificato la sua immagine, hai demistificato una situazione che volevi rendere epica ed assoluta, per attribuire maggiore importanza ed esemplarità al tuo gesto estremo. Una sera come tante  la rivedi mentre beve la sua birra,  mentre inarca il suo collo, mentre gesticola, e ti accorgi che sono gesti profondamente e miracolosamente umani; lei è bella, intelligente, sarcastica, profonda, ma in una maniera assolutamente normale, assolutamente ordinaria: ed è questa la sua forza; idealizzarla ti serviva soltanto a renderla più sfuggente e inarrivabile, ad allontanare la possibilità concreta di conoscerla e di starci assieme; adesso invece e non è più l’angelo salvifico montaliano, né la donna angelicata dantesca, ma una figura fortemente terrena, legata alla materia, alla vita, che della vita si nutre e s’impasta. Una sera come tante per la prima volta dall’inizio di quella giornata sfoghi tutta la tensione repressa in una risata liberatoria, che sembra assorbire ogni cosa, e rivelare l’assurda, antitetica, enigmatica, patetica, grottesca, drammatica, profonda, angosciosa, post-moderna natura della vita umana; è solo una sera come tante, una sera di quelle che ricorderai per sempre o dimenticherai presto; soltanto una sera come tante.

 

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