Archive for the Scorie di pensieri Category

Pietre nel muro

Posted in Scorie di pensieri with tags on 24 settembre 2010 by gioverre

(continuazione di Pisciate (post)moderne)

Cammino costeggiando il muro del cimitero. Dalla parete l’intonaco è stato tolto dagli addetti del restauro e sono perciò ben visibili le pietre che la formano. Sono ancora impolverate ma sembrano respirare l’aria calda di questi giorni autunnali dopo una lunga sepoltura. A osservarle paiono segni del passato venuti finalmente alla luce; ciò che era stato nascosto e reso invisibile, era in verità la struttura portante che rendeva inflessibile questa barriera. Sono state lì immobili, fisse a sorreggere questo muro dai terremoti, dalle alluvioni, dal vento sferzante, dalle pedate dei bambini, dai corpi di innamorati in fregola amorosa, lì contro il movimento della vita, del tempo che scorre inesorabile.
Passando di qua alcuni pensieri mi riaffiorano di nuovo, sulla lascivia del presente e sul passato … Rifletto: ma è giusto elogiare il passato? Eppure sono rimaste al loro posto queste pietre, così come nell’uomo certe pietre mai si sono  sgretolate: per esempio, riprendendo le considerazioni sulle pisciate, gli uomini hanno sempre fatto pipì e alla sua base c’è sempre stata l’ignoranza.
A essere obiettivi, nel passato non c’è mai stata un’età dell’oro, un’età che per rettitudine potesse essere da modello, ci sono stati, invece, uomini più o meno accorti, più o meno saggi, più o meno onesti. Cambiano mezzi e scenari, non cambiano le costanti umane secolari: le persone se ne vanno ma rimane la catena della stupidità, dell’ignoranza e della crudeltà, e resta sempre il gioco della denigrazione.

Quante piccole e grandi storie di felicità o di atrocità fisse nel muro contro il tempo, immobili, taciturne, amorfe, scritture mineralizzate pronte a parlarci per rivivere. Il mondo è fatto di cose che nella loro fissità sembrano invece spingersi al dialogo, ma ormai pochi sono quelli che ascoltano. Tendere l’orecchio è oggi una pratica minoritaria ma alternativa sapendo che le cose che appaiono morte ci possono ancora parlare.

Pisciate (post)moderne

Posted in Scorie di pensieri with tags , , on 21 settembre 2010 by gioverre

Questa mattina, mentre portavo a spasso Zago, ragionavo sulla differenza di stile di vita e di senso morale che passa tra i due Corona, Fabrizio e Mauro. Immense e molteplici. Continuando a camminare e a pensare, non m’accorsi che, vicino al cimitero protestante, Zago stava annusando una lapide estratta dalla terra e appoggiata al lato  esterno del muro  vicino al cancello dell’entrata. Lo vidi con la coda dell’occhio alzare la zampa e con una tirata di guinzaglio gli impedì il misfatto. Salvai la situazione ma mi sentì male, mi girava la testa, lo stomaco bloccato.
È da tutto il giorno che ci penso: quale sacrilegio stava per compiersi sotto i miei occhi e quasi indelebilmente sulla pietra consacrata. E più ci penso e più mi dico che alla stessa maniera agisce la grande maggioranza della nostra società. Perché? Uguale al mio cane con il “sacro” si comporta la gente con la “cultura”. Ci pisciano sopra senza considerare la sua importanza, la sua sacralità. È un atto causato dall’ignoranza, dal non conoscere, dall’appiattimento dei valori, dall’elevazione della cultura consumistica. Si piscia in bocca alle grandi autorità del passato pensando che siano dei wc pronti all’uso. Questo è il postmoderno più becero che dilaga nei territori desolati del presente e ci fa dimenticare quanti in passato hanno gettato le fondamenta della nostra cultura odierna.
Ti fisso ora su questo prato: sei proprio un semplice animale, non sai cos’è la sacralità e questo ti differenzia dall’essere uomo. Mi stupisci mentre stai lì tranquillo, seduto sull’erba a osservare l’ampio panorama che scruti quasi nel dettaglio. Il tuo sguardo sembra andare lontano lontano oltre la montagna che ci ostacola la vista, e, quando alzi la testa per annusare, il tuo sguardo sembra perfino andar oltre il cielo. Chissà cosa saprai che io non so?

O mia piccola farfalla

Posted in Scorie di pensieri with tags on 13 luglio 2010 by gioverre

O mia piccola farfalla,
io sono di quella specie irrisolta destinata a vagare per il mondo ponendomi continuamente delle domande, provando a dare delle risposte che spesso non hanno carne; allo stesso modo, con la mente animata di quesiti, tu voli di fiore in fiore, bellissima e vulnerabile. Così, e neppure te ne accorgi, appartieni alla mia stessa specie, eletta a girare e a soffrire, a sopportare tutte le dolose intemperanze della nostra società e della gente. In questo periodo, lo so, ti senti soffocare dalla negatività che ti propinano gli altri, ti senti per questo brutta e fuori luogo, ma io ti vedo per quello che sei, in sintesi, una farfalla dai bellissimi occhi e dai colori screziati, e so già che la tua casa sarà in giro per il mondo, anche se alcuni viventi di questo mondo faranno di tutto per sottometterti alle loro imposizioni, per umiliarti con le loro menzogne e con le loro malelingue. Continua a leggere

L’isola che non c’è – Pacific Trash Vortex

Posted in Scorie di pensieri with tags , , on 26 maggio 2010 by giofab8184

Apro la rivista “Oasis”. Cosa leggono i miei occhi! Un’isola, nell’Oceano Pacifico, tra gli Stati Uniti e il Giappone, chiamata Pacific Trash Vortex, formata dai rifiuti degli ultimi 60 anni, in maggior parte di plastica, portati dalle forti correnti oceaniche e confluiti tutti in uno stesso punto. Incredibile a pensarlo, ma ancor di più se consideriamo che non sia un isolotto ma un ammasso di immondizia di diametro stimato attorno ai 2500 km e profondo 30 metri. Sarà una farsa? Rimango comunque stupito, non solo per una motivazione ambientale sull’enorme produzione di rifiuti della nostra società, ma anche per un motivo strettamente personale riguardante il paesaggio mentale e virtuale di questo blog. Leggetevi il Varo ufficiale o le poesie di lostkid, e capirete perché rimango sorpreso da questa notizia. Nel blog volevamo mettere in rilievo la funzione e la bellezza del detrito e da questo oggetto di scarto che trattiene in sé l’essenza dell’essere, cercare di comprendere e raffigurare il mondo. È ben chiaro che la nostra visione non va oltre al livello letterario – poetico – spirituale – esistenziale, e perciò ci sorprende dire che nella realtà esiste veramente un paesaggio come da noi descritto: in mezzo all’Oceano si trovano veramente questi conglomerati di detriti.
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Terra di fuoco

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , on 19 aprile 2010 by gioverre

Siamo fatti di Tempo, provate a chiedere a Bergson, Proust, Heidegger.
La memoria è la funzione del nostro cervello che più tiene conto della sostanza del Tempo, elabora il nostro vissuto in ricordi e ce li restituisce in bassa definizione ma con alta emozionalità.

Dell’infanzia conservo una rimembranza particolare: quando gli effetti delle malattie infettive scomparivano dal mio corpo, le salutavo, per esempio, dicendo: “Addio varicella! A mai più!”

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Desolazione

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , , , on 31 marzo 2010 by gioverre

Kid A (2000) dei Radiohead è in vetta alle classifiche degli album più belli e significativi dello scorso decennio. Sono felice che un disco così ostico all’ascolto abbia comunque avuto il giusto giudizio di valore dalla critica delle migliori riviste mondiali.

Nei giorni della sua uscita l’avevano paragonato per importanza e sostanza a Dark side of the moon. Un giornalista, di cui non mi ricordo il nome, aveva asserito che il capolavoro dei Pink Floyd portava l’ascoltatore in paesaggi alieni accompagnato dalla confortante presenza di una guida, in Kid A invece si affrontava il viaggio in territori inospitali e minacciosi senza nessuna spalla, totalmente soli. Se fosse così, per analogia con la letteratura, Dark side of the moon può essere paragonato alla Divina Commedia, Kid A a The Waste Land di T.S. Eliot. Quest’ultimo, nella sua struttura frammentaria, senza continuità logica tra strofe, rappresenta le rovine del mondo occidentale ormai senza più valori e senza più rivalsa rispetto a un passato che possedeva una grande ricchezza vitalistica. Secondo il poeta inglese l’umanità è arrivata alla fine del suo percorso; il presente, infatti, alcuni anni dopo la prima guerra mondiale, è pervaso dallo spirito della morte e dall’alienazione degli uomini. Si sbagliava! Sì, l’uomo si è perduto e si è assuefatto alle tecnologie e alle ideologie socio-politiche, ma è riuscito a ricrearsi, non però continuando la sua evoluzione antropologica nei cicli della natura, è stato capace invece di formare attraverso il suo ingegno altre dimensioni dove progredire.
I Radiohead, a quanto mi ricordo, dedicarono l’album al primo bambino già clonato. Se un’affermazione del genere fosse fondata e veritiera, mi farebbe pensare che non siamo nell’epoca della rigenerazione umana, ma nell’epoca del riciclo dei nostri geni, delle nostre attività e dei nostri rifiuti, delle nostre coscienze e delle nostre esistenze.

Stranezze

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , , , on 23 marzo 2010 by gioverre

Ieri è accaduto un fatto strano. Tornato a casa ho visto sulla scrivania della mia camera un libro mezzo aperto. Mi sono avvicinato: c’era The waste land di T.S. Eliot infilzato dall’osso di Molly. Probabilmente, non avendo trovato alcun segnalibro, sovrappensiero, ho inserito nel volumetto l’insolito oggetto prendendolo dal pavimento. Chissà a cosa stavo pensando per compiere un gesto del genere?

Sono rimasto scioccato da tale evento, forse perché l’osso mi sembrava una lama conficcata nella carne delle pagine. Ho commesso un delitto; “è stata una svista!”, ho provato a discolparmi. Più continuavo a fissare il corpo del reato, più mi sentivo colpevole della demistificazione di un libro così onorevole; intanto dentro di me ascoltavo il battito del martelletto e la sentenza del giudice che mi condannava per oltraggio alla pubblica letteratura.

Tra lo studio e le faccende di casa ho ragionato sulla singolare circostanza e infine mi sono chiesto: perché debbo considerare dissacratoria quell’unione? Se ben ricordo una volta i supporti scrittori erano ricavati dalla pelle di capra o di bovino e la lettera pensata o ascoltata si legava alla pergamena mediante l’inchiostro. Quindi, cosa c’è di strano? In fondo adoperiamo interamente muscoli nervi neuroni e ossa per dar vita ai nostri progetti e sarebbe giusto che la salma o le ceneri degli artisti venissero depositate dentro le loro opere.

Di fronte a quella particolare visione, che, dopo aver riflettuto, vedevo così buffa, ho avuto la certezza che gli studiosi più sofisticati e gli intellettuali più rigorosi non potranno mai capire l’aspetto primitivo della nostra esistenza.

La cometa di Halley

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , , on 16 marzo 2010 by gioverre

In questo ultimo periodo La cometa di Halley di Irene Grandi, scritta assieme a Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle, è in heavy rotation su tutte le programmazioni radiofoniche.

L’ascolto volentieri; il ritmo rockeggiante, la melodia orecchiabile, le sonorità ricercate e la voce energica della cantante, ne fanno un bel pezzo, ma gli ultimi due versi, secondo me, sono straordinariamente terribili. Mi commuovono a tal punto che il mio equilibrio percettivo-sensoriale subisce un’alterazione, si sposta pericolosamente verso gli stati interni del mio corpo, dove sento fisicamente una valanga di enormi proporzioni smuoversi dentro di me e rovinare nello stomaco, nella gola, nella testa. I versi responsabili di tanto movimento emotivo recitano:

 Io ti dico “Addio”

 Tu mi dici “Ciao”.

Due versi semplici, colloquiali, banalissimi, stupidissimi, di una canzone che parla di un’arresa in amore, nei quali la cantante esprime la volontà di rompere il legame affettivo con il fidanzato/marito. Presi da questo punto di vista i due versi sono ironici ma certamente non devastanti. Ma la canzone moderna elude un significato ben preciso, si articola in impressioni, il suo percorso dall’incipit alla coda segue linee non logiche, con salti di significato talmente notevoli tra strofe, ritornello, coda, da creare a volte un forte senso di disorientamento. Secondo quanto detto, cosa potremo pensare se la chiusa non fosse rivolta all’ex-amato, ma proprio alla cometa di Halley, che passa ogni 76 anni vicino alla Terra e ci saluta con la sua coda rivolgendoci un “ciao”, convinta di rivederci, e noi ci congedassimo da lei con un “addio” in quanto, probabilmente, non la rivedremo mai più. Quale vuoto impressionante nella percezione della nostra esistenza! Un tristissimo pensiero si rivela alla nostra coscienza ed è quello di non poter più salutare l’astro per l’ineluttabile caducità della nostra vita; e quindi diventa sconvolgente la riflessione che ci rende consapevoli del permanere dello spazio, del tempo e di altre esistenze, dopo che la morte ci separa dalla nostra vita e da quella dell’universo.

Strano per come mi ritorni in mente, Blaise, tu con i tuoi Pensieri, dove hai scritto cosa siamo, e io, con la testa conficcata nel vertiginoso futuro, ti rispondo che siamo solo polvere che pensa.

Varo ufficiale del blog

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , on 9 marzo 2010 by giofab8184

09-03-2010.

Comunicato speciale del personale di bordo:

  • Condizione metereologiche in rapido peggioramento.
  • Forti venti di maestrale e mare in burrasca.
  • Operazioni di manutenzione e riparazione poche e malriuscite.
  • La navigazione è vivamente sconsigliata.

MA NOI CE NE FOTTIAMO!!!

Vi invitiamo a intraprendere un viaggio su questa chiatta dismessa, su questo mezzo di fortuna fatto di  lamiera, di oggetti in disuso, di parole consumate e  resti di versi umani.  Sarà un viaggio lungo e faticoso, molte volte ci sentiremo perduti; dovremo affrontare il vasto e sconfinato mare del contemporaneo e sperare che un seppur  flebile e intermittente bagliore ci dia l’illusione che questo nostro vagare possa avere un approdo, un senso.

Adesso sta a voi… Siete disposti a salpare?