Archivio per Antonio Moresco

Antonio Moresco – Gli esordi (un’escrescenza di recensione)

Posted in ReACcensioni with tags , , on 25 dicembre 2011 by gioverre

Notte di parti dolorosi, di muscoli sfiancati, di lacerazione dei tessuti vaginali, notte di vagiti e paglia, di caldo fiato animale sulla pelle di un bambino, e io, uomo del futuro, in questa notte ho ricevuto un regalo particolare, un libro di cui ho scritto una recensione che non è una recensione, è un’escrescenza di recensione. Se volete, prego, leggete e buon natale.

Finalmente è stato ripubblicato il romanzo Gli esordi, questo libro fantasma (come lo definisce il blogger Lorenzo) che non si trovava più in circolazione, quasi fosse stato sotterrato di nuovo, rigettato nell’increazione per diventare ancora più esplosivo. Un percorso editoriale travagliato quello di questo romanzo, di uno spessore qualitativo enorme che però è stato ostacolato dal veto di editori, e solo nel 1998 ha visto la pubblicazione per Feltrinelli. Ora, nel 2011, dopo ventisette anni dall’inizio della stesura ricompare nelle librerie nella versione revisionata e definitiva.
Negli Esordi Moresco ci ha messo dentro la sua vita, sia nel senso narrativo, dato che si tratta di una specie di autobiografia divisa in tre periodi storico-esistenziali, sia nella genesi, in quanto lo scrittore ha consumato molte energie in rifacimenti e correzioni. Continua a leggere

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Stabat Mater

Posted in ReACcensioni with tags , , , , on 19 maggio 2010 by gioverre

Sebbene Tiziano Scarpa è meritevolmente uno degli scrittori italiani più affermati nella letteratura contemporanea, il suo volume di pensieri e impressioni, Stabat Mater, vincitore del premio Strega, ha diviso il giudizio dei suoi estimatori e della critica. Si potrebbe asserire che per ogni artista è sempre stato così. E concordo. C’è chi dice che l’opera non è riuscita e questa considerazione critica, a mio avviso, nasce dal fatto che una così raffinata cura della caratterizzazione del personaggio principale, una così profonda immedesimazione dell’uomo-scrittore nel personaggio femminile, una così attenta e minuziosa gestione dei pensieri e delle sensazioni che si susseguono come in una collezione di gemme, ha sopperito alla naturalezza discorsiva della narrazione e quindi lo si sente come risultato di un abuso d’artificio. Quasi inchiodato nel meravigliare, si libera dai limiti della bellezza e del pensiero ben congeniato in alcuni rari casi e soprattutto nei momenti dove la passione musicale pervade la prosa di vivacità ritmica e rende più arioso e svagato il mood dell’opera, lasciando da parte la ridda di ragionamenti inquietanti con la Morte e dei sentimenti malinconici verso una madre mai incontrata. Sì, è bello e profondo, a volte illuminante, ma sembra noioso e lento, forse perché, sotto l’apparenza delle scenette e delle impressioni, si cela il vischio del ragionamento esistenziale e di quello filosofico-allegorico (vedi la Morte raffigurata da bambina) che impedisce la fluidità narrativa. Continua a leggere

Tre voci fuori dal Caos

Posted in Saggi e spiragli with tags , , , on 13 marzo 2010 by gioverre

Dialogo socratico-teppistico intorno ai Canti del caos e ai nodi cardine della narrativa di Antonio Moresco.

Giacomo esce dal portone della Biblioteca comunale con un libro in mano. Ha uno sguardo assorto, fuori dal mondo, come se stesse captando qualcosa da decodificare. Uscendo dall’edificio del sapere e passando attraverso i fumi delle sigarette e le risate dei ragazzi viene frenato nel suo andare da una voce che grida il suo nome. In quel momento si distoglie dalla peregrinazione del suo pensiero e ritorna a essere cosciente degli altri. Lo stanno chiamando due amici. Si avvicina a loro e si salutano. Parlano, ridono, scherzano. Poi insieme s’incamminano verso l’università. Solo alcuni secondi di silenzio preparano la tensione di un dialogo infervorato. Bruno, il più curioso e forse il più insolente, chiede a Giacomo che cosa tiene in mano.

Giacomo: Sto leggendo i Canti del caos di Antonio Moresco. Lo conosci?

Bruno: No, non ho mai letto questo libro e non lo conosco. Sarà uno di quegli scrittori che ti leggi di solito e che pubblicano grazie al tipografo che hanno sotto casa.

Giacomo: Ti sbagli! È conosciuto. È uno scrittore importante nel panorama italiano; certo i media non sanno chi è e cosa scrive.

Roman, il più posato dei tre, prende la parola per confermare il discorso di Giacomo.

Roman: è vero! Ho letto i Canti del caos e so che Moresco ha avuto una vita molto sofferta, dato che per parecchio tempo non riusciva a far pubblicare le sue opere dagli editori.

Giacomo: Bravo! Non so come abbia fatto, ma si è incaponito a scrivere, anche se nessun editore accettava i suoi scritti, finchè  Bollati Boringhieri non gli ha pubblicato alcuni dei suoi racconti. Per parecchi anni ha scritto senza un contratto e solo lui era convinto di quello che scriveva, era convinto pur non avendo pubblicato niente di essere al centro della letteratura che conta.

Bruno: Secondo me, oggi, sono gli editori, i letterati, i recensori, che danno un valore a quello che scrivi e a cui bisogna credere. Era un illuso a pensare che scrivendo qualcosa facesse già parte della grande letteratura.

Giacomo: Tu non lo conosci! Moresco darebbe – anzi senza condizionale – dà e ha dato la vita per la letteratura. Se leggi alcuni dei suoi scritti o delle interviste vedrai che per lui la letteratura non è solo materia di studio o di svago, non è uno snack da mangiare, non è solo un settore del sapere. Per lui la letteratura è vita o morte.

Il saggio in versione integrale è pubblicato sul sito della rivista letteraria Aeolo. Per leggerlo interamente, cliccare qui.