Archivio per Canti del caos

Tre voci fuori dal Caos

Posted in Saggi e spiragli with tags , , , on 13 marzo 2010 by gioverre

Dialogo socratico-teppistico intorno ai Canti del caos e ai nodi cardine della narrativa di Antonio Moresco.

Giacomo esce dal portone della Biblioteca comunale con un libro in mano. Ha uno sguardo assorto, fuori dal mondo, come se stesse captando qualcosa da decodificare. Uscendo dall’edificio del sapere e passando attraverso i fumi delle sigarette e le risate dei ragazzi viene frenato nel suo andare da una voce che grida il suo nome. In quel momento si distoglie dalla peregrinazione del suo pensiero e ritorna a essere cosciente degli altri. Lo stanno chiamando due amici. Si avvicina a loro e si salutano. Parlano, ridono, scherzano. Poi insieme s’incamminano verso l’università. Solo alcuni secondi di silenzio preparano la tensione di un dialogo infervorato. Bruno, il più curioso e forse il più insolente, chiede a Giacomo che cosa tiene in mano.

Giacomo: Sto leggendo i Canti del caos di Antonio Moresco. Lo conosci?

Bruno: No, non ho mai letto questo libro e non lo conosco. Sarà uno di quegli scrittori che ti leggi di solito e che pubblicano grazie al tipografo che hanno sotto casa.

Giacomo: Ti sbagli! È conosciuto. È uno scrittore importante nel panorama italiano; certo i media non sanno chi è e cosa scrive.

Roman, il più posato dei tre, prende la parola per confermare il discorso di Giacomo.

Roman: è vero! Ho letto i Canti del caos e so che Moresco ha avuto una vita molto sofferta, dato che per parecchio tempo non riusciva a far pubblicare le sue opere dagli editori.

Giacomo: Bravo! Non so come abbia fatto, ma si è incaponito a scrivere, anche se nessun editore accettava i suoi scritti, finchè  Bollati Boringhieri non gli ha pubblicato alcuni dei suoi racconti. Per parecchi anni ha scritto senza un contratto e solo lui era convinto di quello che scriveva, era convinto pur non avendo pubblicato niente di essere al centro della letteratura che conta.

Bruno: Secondo me, oggi, sono gli editori, i letterati, i recensori, che danno un valore a quello che scrivi e a cui bisogna credere. Era un illuso a pensare che scrivendo qualcosa facesse già parte della grande letteratura.

Giacomo: Tu non lo conosci! Moresco darebbe – anzi senza condizionale – dà e ha dato la vita per la letteratura. Se leggi alcuni dei suoi scritti o delle interviste vedrai che per lui la letteratura non è solo materia di studio o di svago, non è uno snack da mangiare, non è solo un settore del sapere. Per lui la letteratura è vita o morte.

Il saggio in versione integrale è pubblicato sul sito della rivista letteraria Aeolo. Per leggerlo interamente, cliccare qui.