Archivio per Goodbye to Mezzogiorno

Almodòvar e la latinità dei colori

Posted in Saggi e spiragli with tags , , , , on 18 giugno 2011 by gioverre

Alcuni giorni fa mi trovavo nella bellissima piazza medievale di Montagnana. Una mattina splendida. C’era il sole, l’aria fresca dopo la pioggia della notte. Un’atmosfera tranquilla e rilassata con gli anziani soddisfatti della loro vita, seduti ai tavolini dei bar disposti sotto i portici che circondano quasi per intero la piazza. Io mi trovavo lì e in quel momento arrivò una macchina. C’erano due persone a bordo. Una di queste teneva in mano un megafono. Lo usava per informare i presenti di una recita teatrale che si teneva in quei giorni. La macchina continuò a girare per la piazza fin quanto rimasi lì e l’uomo continuava a urlare incurante del rumore tremendo che stava martoriando l’udito dei presenti, e che brutalizzava la soave e quieta bellezza della piazza.

Si potrebbero fare molti discorsi sulla chiassosa gente di sangue latino, sulla loro forte e prorompente gestualità, sul loro modo di cercare il contatto con altre persone e sul modo di farsi sentire. Mi vengono in mente i classici cortei funebri nel meridione italiano dove le donne piangendo urlano disperatamente. Tutto sembra sopra le righe.
A questo proposito cito alcuni versi di una poesia di Whistan Auden. La poesia si intitola Goodbye to Mezzogiorno (Addio al Mezzogiorno). Questo poeta di buone maniere inglesi scrisse questa poesia sulla gente del Sud Italia.

This could be a reason
Why they take the sìlencers off their Vespas,
Turn their radios up to full volume,

And a minim saint can expect rockets — noise
As a counter-magic, a way of saying
Boo to the Three Sisters: ‘Mortal we may be,
But we are stili here!’

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