Archivio per La terra desolata

Desolazione

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , , , on 31 marzo 2010 by gioverre

Kid A (2000) dei Radiohead è in vetta alle classifiche degli album più belli e significativi dello scorso decennio. Sono felice che un disco così ostico all’ascolto abbia comunque avuto il giusto giudizio di valore dalla critica delle migliori riviste mondiali.

Nei giorni della sua uscita l’avevano paragonato per importanza e sostanza a Dark side of the moon. Un giornalista, di cui non mi ricordo il nome, aveva asserito che il capolavoro dei Pink Floyd portava l’ascoltatore in paesaggi alieni accompagnato dalla confortante presenza di una guida, in Kid A invece si affrontava il viaggio in territori inospitali e minacciosi senza nessuna spalla, totalmente soli. Se fosse così, per analogia con la letteratura, Dark side of the moon può essere paragonato alla Divina Commedia, Kid A a The Waste Land di T.S. Eliot. Quest’ultimo, nella sua struttura frammentaria, senza continuità logica tra strofe, rappresenta le rovine del mondo occidentale ormai senza più valori e senza più rivalsa rispetto a un passato che possedeva una grande ricchezza vitalistica. Secondo il poeta inglese l’umanità è arrivata alla fine del suo percorso; il presente, infatti, alcuni anni dopo la prima guerra mondiale, è pervaso dallo spirito della morte e dall’alienazione degli uomini. Si sbagliava! Sì, l’uomo si è perduto e si è assuefatto alle tecnologie e alle ideologie socio-politiche, ma è riuscito a ricrearsi, non però continuando la sua evoluzione antropologica nei cicli della natura, è stato capace invece di formare attraverso il suo ingegno altre dimensioni dove progredire.
I Radiohead, a quanto mi ricordo, dedicarono l’album al primo bambino già clonato. Se un’affermazione del genere fosse fondata e veritiera, mi farebbe pensare che non siamo nell’epoca della rigenerazione umana, ma nell’epoca del riciclo dei nostri geni, delle nostre attività e dei nostri rifiuti, delle nostre coscienze e delle nostre esistenze.

La primavera di T.S. Eliot

Posted in Quasar interstellari with tags , , , on 27 marzo 2010 by gioverre

Vi auguro un buon principio di primavera dedicandovi i primi versi di The waste land di Thomas Stearns Eliot.

April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.

Aprile è il mese più crudele, generando
Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici con pioggia di primavera.
L’inverno ci tenne caldi, coprendo
La terra di neve smemorata, nutrendo
Una piccola vita con tuberi secchi.

Accendi il faro per vedere oltre.

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Stranezze

Posted in Scorie di pensieri with tags , , , , , on 23 marzo 2010 by gioverre

Ieri è accaduto un fatto strano. Tornato a casa ho visto sulla scrivania della mia camera un libro mezzo aperto. Mi sono avvicinato: c’era The waste land di T.S. Eliot infilzato dall’osso di Molly. Probabilmente, non avendo trovato alcun segnalibro, sovrappensiero, ho inserito nel volumetto l’insolito oggetto prendendolo dal pavimento. Chissà a cosa stavo pensando per compiere un gesto del genere?

Sono rimasto scioccato da tale evento, forse perché l’osso mi sembrava una lama conficcata nella carne delle pagine. Ho commesso un delitto; “è stata una svista!”, ho provato a discolparmi. Più continuavo a fissare il corpo del reato, più mi sentivo colpevole della demistificazione di un libro così onorevole; intanto dentro di me ascoltavo il battito del martelletto e la sentenza del giudice che mi condannava per oltraggio alla pubblica letteratura.

Tra lo studio e le faccende di casa ho ragionato sulla singolare circostanza e infine mi sono chiesto: perché debbo considerare dissacratoria quell’unione? Se ben ricordo una volta i supporti scrittori erano ricavati dalla pelle di capra o di bovino e la lettera pensata o ascoltata si legava alla pergamena mediante l’inchiostro. Quindi, cosa c’è di strano? In fondo adoperiamo interamente muscoli nervi neuroni e ossa per dar vita ai nostri progetti e sarebbe giusto che la salma o le ceneri degli artisti venissero depositate dentro le loro opere.

Di fronte a quella particolare visione, che, dopo aver riflettuto, vedevo così buffa, ho avuto la certezza che gli studiosi più sofisticati e gli intellettuali più rigorosi non potranno mai capire l’aspetto primitivo della nostra esistenza.