Archivio per Pacific Trash Vortex

L’isola dei rifiuti

Posted in Detriti in versi with tags , on 1 giugno 2010 by lostkid84

Alcuni marinai di notte, tra fuochi e falene,
quando il vento fa da scudo alla solitudine,
ne hanno parlato a lungo, con il volto segnato
da uno stupore che  torceva i muscoli e accapponava la pelle:
-E’ lì a picco sul mare, un mostro di plastica e vetro,
il volto coperto di sottili squame di stagno,
l’immenso deforme corpo di mucillaggine:
mai visto qualcosa di simile, ti avvolge e t’insegue,
è ovunque, ha radici 30 metri sott’acqua,
appare tra i fumi mattutini in mezzo all’oceano,
ha occhi che son copertoni, digrigna i suoi denti di zinco.-

L’immensa divinità del riciclo, Madre di tutti gli scarti,
ogni giorno e ogni notte tra canti di sirene di lattex,
ripete il miracolo della materia; trasportati da correnti marine,
milioni e milioni di rifiuti, trovano un senso al loro abbandono,
inghiottiti rinascono nel grembo materno;
ogni tanto dall’agglomerato galleggiante inerte
una luce improvvisa si sprigiona appena percettibile,
forse è il primo bocciolo che fa capolino, come un segnale:
certi bagliori nascono solo dai detriti

L’isola che non c’è – Pacific Trash Vortex

Posted in Scorie di pensieri with tags , , on 26 Maggio 2010 by giofab8184

Apro la rivista “Oasis”. Cosa leggono i miei occhi! Un’isola, nell’Oceano Pacifico, tra gli Stati Uniti e il Giappone, chiamata Pacific Trash Vortex, formata dai rifiuti degli ultimi 60 anni, in maggior parte di plastica, portati dalle forti correnti oceaniche e confluiti tutti in uno stesso punto. Incredibile a pensarlo, ma ancor di più se consideriamo che non sia un isolotto ma un ammasso di immondizia di diametro stimato attorno ai 2500 km e profondo 30 metri. Sarà una farsa? Rimango comunque stupito, non solo per una motivazione ambientale sull’enorme produzione di rifiuti della nostra società, ma anche per un motivo strettamente personale riguardante il paesaggio mentale e virtuale di questo blog. Leggetevi il Varo ufficiale o le poesie di lostkid, e capirete perché rimango sorpreso da questa notizia. Nel blog volevamo mettere in rilievo la funzione e la bellezza del detrito e da questo oggetto di scarto che trattiene in sé l’essenza dell’essere, cercare di comprendere e raffigurare il mondo. È ben chiaro che la nostra visione non va oltre al livello letterario – poetico – spirituale – esistenziale, e perciò ci sorprende dire che nella realtà esiste veramente un paesaggio come da noi descritto: in mezzo all’Oceano si trovano veramente questi conglomerati di detriti.
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